Arte Letteratura

Letture di redazione

Cosa abbiamo letto a Novembre in redazione


Amori ridicoli
Milan Kundera
Adelphi, 1994
trad. it. Giuseppe Dierna

Amori ridicoli (1° ed. 1970) è una raccolta di sette racconti che, in virtù delle loro differenze formali, tematiche e strutturali, hanno il merito di comporre una fenomenologia prismatica e composita dell’eros, sondato prospetticamente in tutte le sue declinazioni e propaggini, dalle più latenti e celate alle più superficiali e sfacciate. Sono storie rivelatrici e drammatiche nella loro pur predominante ilarità, in cui recitare una parte, indossare una maschera, è molto più importante che essere sé stessi, perché in fondo è nella sfasatura irriducibile tra la propria reale identità (sempre sfuggente) e le tante e variegate immagini che si sovrappongono dall’esterno che si gioca il corso di ciascuna esistenza. Kundera sembra volerci suggerire che solamente restando in precario equilibrio sulla soglia di quest’aporia è permesso all’uomo cavarsela, sebbene con gran fatica e continui rischi. In questa dialettica altalenante, un ruolo fondamentale è affidato alla sessualità, che, come in tutte le opere kunderiane, si rivela entità multiforme, oggetto di studio e di esercizio, strumento di inganno e vendetta, desiderio di potere, e al contempo ossessione pervasiva a cui, cedendo a poco a poco, si è destinati a soccombere. 


Pollock vs Rothko. Il gesto e il respiro
Gregorio Botta
Einaudi, 2020

Pollock vs Rothko. Il gesto e il respiro, nuovo volume della collana VS (versus), recentemente varata da Einaudi, è un libretto agile e godibilissimo scritto da Gregorio Botta, artista visivo le cui opere sono esposte nei più importanti musei italiani di arte contemporanea. Sapientemente costruito come una biografia doppia, a tratti parallela e a tratti tangenziale, il libro di Botta illumina, con gran dovizia di particolari, le due maggiori personalità del mondo artistico del secondo Novecento, capaci di rivoluzionare alla radice il concetto stesso di arte, di quadro e di pittura in un’epoca segnata già fortemente dal mercato e dalle sue ferree leggi. Personaggi agli antipodi, sia nella vita quotidiana che nella ricerca estetica e artistica al fondo del loro lavoro, Pollock e Rothko vengono raccontati nel processo evolutivo che li ha condotti dall’anonimato della giovinezza alla trasformazione in leggende viventi, maestro della pittura timbrica il primo, di quella tonale il secondo. Botta ha il merito di restituire, senza perdersi eccessivamente in dettagli particolaristici e mantenendo salde le redini della narrazione più ampia, fattezze, sfumature e spessore ai due pittori, la cui vicenda umana ha coinciso in tutto e per tutto con la vicenda artistica, con esiti grandiosi ma anche profondamente drammatici, creando un connubio inscindibile, che va perciò analizzato, come fa egregiamente Botta, come flusso indistinguibile di arte e vita.


Apocalisse da camera
Andrea Piva
Einaudi, 2006

Apocalisse da camera, romanzo d’esordio dello sceneggiatore Andrea Piva, racconta innanzitutto una storia di distruzione. Influenzata dal linguaggio cinematografico non meno che dal primo Moravia, l’opera conduce il lettore all’interno della giornata più lunga, difficile e infelice dell’assistente di Filosofia del diritto Ugo Cenci, vivacemente appassionato di donne, droga e di qualsiasi eccesso la vita possa concedere per rinverdire la scialba condizione dell’esistenza umana. Condannato dalle sue stesse perversioni, il protagonista si troverà in breve a perdere tutto, in quella che l’autore rappresenta come la catabasi verso l’inettitudine, il disfacimento dell’ordine morale, il superamento di ogni tipo di soglia. Attraverso una lingua viva e concreta, Piva propone un’opera sinistra, crudele e impietosa, limpido riflesso di un mondo in cui conta solamente l’arricchimento personale e il soddisfacimento dei più futili bisogni. Detto altrimenti, il romanzo della nostra generazione.


Immagine: The Oak Tree, late 16th–early 17th century / Tosa Mitsuyoshi, (MET collection OA, public domain)