Poesia

L’inghippo


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Ero, com’ero solito essere, là
dove la mia trita e rumorosa coscienza
s’era incagliata: un giorno di Marzo.
E soccorrendomi la scienza,
nel tafferuglio informe dei miei pensieri,
accettavo cosciente i guizzi vari
e sparsi, poi mossi, di quei miei ripari (e piaceri).
Come livide escrescenze sulla mia pelle di malato,
così fiorivano gli amori; come in cielo,
rilucenti le stelle, stagliano i colori.

M’accorsi quasi per errore
del limaccioso inghippo in cui m’ero spinto
e trasognato eppur distinto, ne parlavo per ore:
coltivavo coriaceo quell’amore finto.
È dato infatti il caso che un amore,
se poco o nulla è corrisposto,
nel cuore dell’amante abbia un sapore
che in quello dell’amato non ha posto.

Ma quell’arruffio di capelli mossi,
e fragili se esposti al vento forte,
più che biondi erano rossi e corti
o neri di cenere fumo e morte.
È tutto scuro e nulla più si vede.
Una coltre: poi, il nulla arrugginito
un anello per il dito
e un rimasuglio di quiete.


Alessandro Lucia è nato il 21 novembre 1995 a Pescara. Diplomato al Liceo Classico di Pescara, nel 2017 consegue la laurea in Lettere Moderne all’Università di Bologna, dove prosegue gli studi, ottenendo la specializzazione in Italianistica nel novembre del 2020. Ama – non potrebbe essere altrimenti – la letteratura ed anche la musica, che studia fin dall’infanzia e che lo trascina dalla tastiera di un pianoforte classico alle drum machines, ma non disdegna affatto interessi più “profani”, come il calcio e i videogames. Nel suo nebbioso futuro da umanista intravede ulteriori studi, polverosi archivi e dotte biblioteche.


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